Il numero di fallimenti di società registrate in Svizzera è aumentato significativamente nella prima metà del 2025. Secondo una recente analisi di Dun & Bradstreet, sono stati registrati 3.648 casi di fallimento, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Particolarmente colpite sono l'Espace Mittelland (+33%) e il Ticino (+32%). Rispetto agli anni precedenti, si tratta di uno dei dati semestrali più alti dell'ultimo decennio.
Il motivo di questo significativo aumento non è solo la tesa situazione economica, ma anche una nuova norma di legge entrata in vigore il 1° gennaio 2025. Da allora, i creditori pubblici, come l'erario e gli enti previdenziali, sono stati obbligati a riscuotere sistematicamente i crediti aziendali insoluti attraverso procedure fallimentari. La riforma garantirà un adeguamento strutturale del mercato, ma comporterà un onere a breve termine per l'economia e l'amministrazione.
Un'analisi dettagliata del settore evidenzia un aumento particolarmente forte dei fallimenti nel settore dei servizi sanitari (+65%), nella produzione di beni durevoli (+57%) e nel settore IT (+45%). Anche i settori dei trasporti terrestri e della logistica (+43%) e il settore dell'ospitalità (+39%) sono fortemente colpiti. Solo un settore ha registrato un calo delle insolvenze: nell'industria del legno e del mobile il numero dei fallimenti è diminuito del 6%.
Nonostante l'ondata di insolvenze, nel primo semestre del 2025 sono state registrate nel registro delle imprese complessivamente 27.810 nuove aziende, con un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crescita è stata particolarmente forte nella Svizzera centrale (+7%), seguita da Zurigo e dalla Svizzera sudoccidentale (+5%). Nella Svizzera nordoccidentale e nell'Espace Mittelland l'aumento è stato pari all'1 percento ciascuno. Nella Svizzera orientale (–3%) e nel Canton Ticino (–4%) sono state invece registrate meno nuove imprese rispetto all'anno precedente.
Le aziende del commercio al dettaglio hanno registrato un incremento del 16% nelle nuove imprese, seguite dal settore dell'ospitalità (+10%), dai trasporti terrestri e dalla logistica (+6%) e dagli studi di architettura (+1%). Altri settori hanno registrato una stagnazione o un leggero calo.