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Cosa contraddistingue una buona Credit Policy?

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Come potete ridurre al minimo i rischi nella concessione di crediti ed evitare insolvenze? E come potete scoprire su quali clienti potete contare anche nel caso si verifichi una crisi? La base per riuscirci è costituita dalla Credit Policy, ossia da una regolamentazione per la gestione del credito in cui sono descritti precisamente i ruoli, le responsabilità e i flussi di lavoro riguardanti la concessione di crediti. Cinque consigli da parte di Daniel Schneider, Senior Business Consultant di Dun & Bradstreet, per una Credit Policy efficace.

1. Quali obiettivi volete raggiungere?

Una gestione mirata è possibile solo se si conosce anche l’obiettivo. Determinate quindi degli obiettivi chiari quali evitare perdite sui prestiti, definire processi chiari, aumentare il valore aziendale in maniera sostenibile oppure ottimizzare i costi di rischio. Delineate gli strumenti concreti con cui intendete raggiungere l’obiettivo scelto.

Dovete inoltre tenere presente che una Credit Policy non è una regolamentazione rigida, ma dipende ed è influenzata da tanti fattori del tipo più diverso. Dovete quindi stabilire con che frequenza esaminare la Credit Policy ed eventualmente aggiornarla od integrarla.

 

"Con una Credit Policy si costruiscono le fondamenta per una gestione del credito efficace. In questo modo potete evitare insolvenze e migliorare il flusso di cassa”.

Daniel Schneider, Senior Business Consultant di Dun & Bradstreet

 

2. Chi si assume le responsabilità, e di che tipo?

Gli obiettivi sono raggiungibili solo se tutti i dipendenti si attengono strettamente ai loro ruoli e alle loro responsabilità. Il presupposto è quindi che ognuno conosca il proprio ruolo e che questi ruoli siano descritti anche nella Credit Policy. Sono coinvolti diversi reparti e diverse posizioni. Oltre alla gestione del credito vi rientrano ad esempio la distribuzione, la logistica, l’assistenza clienti, la contabilità ed il consiglio di amministrazione.

Assieme ai ruoli e ai compiti sono definite chiaramente anche le responsabilità. In questo ambito non può esistere margine di manovra. Chi fa parte del sistema della gestione del rischio, in quale ruolo e con quale importanza varia da settore a settore e da impresa ad impresa. Alla fine la Credit Policy deve essere approvata da tutto il livello dirigenziale. In questo modo si arriva all’accettazione da parte di tutta l’impresa.

3. A quali processi ricorrere, e quando?

Oltre ai ruoli, anche i processi risultano decisivi. Il vostro compito principale come Credit Manager consiste nel tenere d’occhio la solvibilità di fornitori e clienti e nel riconoscere tempestivamente eventuali fonti di rischio, possibili cause di danni e potenziali difficoltà, in modo che i responsabili in caso di necessità possano adottare per tempo le contromisure necessarie. Per questo servono dati in tempo reale con relative strutture e relativi processi che siano in grado di assicurarvi l’agilità e la flessibilità richieste nella gestione.

Descrivete in che modo vengono integrati i processi di gestione del rischio come processi continui all’interno dei processi aziendali. A riguardo i singoli compiti vanno definiti ed inseriti in flussi di lavoro stabiliti.

4. Quali termini si usano e cosa significano?

La comunicazione riesce soltanto se un interlocutore capisce cosa intende l’altro. Nella gestione del credito, ossia un campo di attività pieno di anglicismi e termini tecnici, la cosa non è scontata. Dovete quindi redigere un glossario in cui siano definiti i termini più importanti.

5. Cosa succede in caso di rischio?

Ad ogni partner commerciale viene assegnata una classe di rischio. Ci si pone quindi la questione di chi sia responsabile della decisione e a quale livello di rischio. Una risposta la offre il cosiddetto “Rating Matrix”, in cui potete decidere chi possa stabilire un limite e quanto sia alto questo limite nel caso si verifichi un rischio, nonché quali siano le priorità valide in caso di rischio. Il reparto finanze ad esempio potrebbe invalidare delle condizioni di pagamento concordate per ridurre il rischio per i clienti con un Rating pericoloso.

 

Estensione di una Credit Policy

Quale sia l’estensione di una Credit Policy dipende dal tipo e dalle dimensioni dell’impresa.

"Più numerosi sono i fattori d’influenza, più complesse diventano le procedure. E quindi anche la Policy diventa necessariamente più ampia”, afferma Schneider. Per le banche una regolamentazione di questo tipo può comprendere 150 pagine o anche di più.
Normalmente l’estensione oscilla fra le 50 pagine e le poche pagine necessarie per le imprese più piccole.